Grey's letters.

Sei la mia cosa bella.


Quella sera, a letto, ho inventato uno scarico speciale da mettere sotto tutti i cuscini di New York, collegato al laghetto del Central Park. Ogni volta che qualcuno si addormentava piangendo, tutte le lacrime sarebbero finite nello stesso posto e poi al mattino al bollettino meteo avrebbero detto se il livello delle acque del Laghetto delle Lacrime era salito o sceso, così la gente poteva sapere se le scarpe di New York erano pesanti. E quando succedeva qualcosa di veramente terribile - tipo una bomba atomica, o almeno un attacco con armi biologiche - avrebbero suonano una sirena fortissima per dire a tutti di andare nel Central Park e mettere dei sacchi di sabbia attorno al laghetto.

Permettimi di essere i ‘sacchi di sabbia’ all’orlo dei tuoi occhi nelle notti in cui non vorrai dormire solo, quando sarai fragile e allora lo saremo entrambi. Saremo più forti il giorno dopo, si sa che la vita è fatta di cadute e rialzate; avremo la nostra piccola vittoria alla fine del giorno, anche se tutto è andato male, guardandoci negli occhi e tenendoci le mani sapremo che non è poi andato tutto così storto se la giornata ci ha ricondotti l’uno nelle braccia dell’altro. Dici adesso che saremo la nostra casa per sempre: le ragazze della mia età hanno deciso di urlare al mondo che loro alle promesse così non ci credono.. Io penso abbiano tutte paura di essere deluse o ferite, si proteggono dal resto chiudendosi dentro frasi stereotipate e amori passeggeri. Vorrei essere come loro, alle volte. Vorrei essere capace di essere normale, qualche volta. 
Io te lo prometto il per sempre. Forse non sarà vero, forse qualcosa cambierà e ci ritroveremo come estranei fra trent’anni in un bar dove per adesso non possiamo entrare per i pochi fondi in nostro possesso, che è un modo elegante per dire che siamo senza un soldo. Forse non saremo capaci neanche noi di farci durare per sempre; io te lo prometto perché, ora come ora, non riesco a pensare a nessun altro futuro che non ti veda come protagonista, amore.

Sai quando si dice ‘una perfetta stronza’? Ecco. Più sei stronza e più ti voglio bene, e c’è unione di interessi in quanto io voglio il tuo bene, e tu vuoi il tuo. 

Nessuno ti dirà mai il ‘sei bellissima’ della tua migliore amica alle otto di mattina, nessuno ti chiamerà mai presto la domenica solo per svegliarti, solo per ricordarti che c’è.
Ti voglio bene come si vogliono bene i grandi, quelli che non se lo dicono mai e non hanno bisogno di sentirsi per sapere di esserci, quelli che, come noi, si difendono da tutto e da tutti. La verità se la dicono solo fra di loro. 
You’re beautiful.

Lo so che abbiamo avuto paura molte volte e dicono che l’amore non ha paura; ma ho avuto paura la prima volta che mi hai dato un bacio e ti ho tenuto il viso leggermente, tanto per sentire che eri lì, non per tenerti, non ho mai preteso tanto. Tienimi nel cuore quando d’inverno scende la neve e devi rimanermi lontano, tienimi nel cuore quando la pioggia fa tanto rumore che dalla tua camera non riesci a chiamarmi. 

Ho avuto paura la prima volta che sono entrata in casa tua e tua mamma mi ha salutata e mi ha detto di darle del tu, sai che ancora non lo faccio. Mantengo le distanze anche dopo sei mesi, non si sa mai. 

Non si sa mai che tu te ne vada, decida che qualcosa di meglio c’è, ti accorga che in realtà non sono la gran cosa che pensi io sia.

Tienimi nel cuore le sere che non ho soldi per mandarti la buonanotte, ti chiamerò così la mia voce, per quanto sgraziata, ti rimanga nella testa per tutto il giorno dopo, le mie sere piene di angosce nei giorni senza te; tienimi nel cuore.

Sei la mia casa, i miei sbagli ripetutamente sfacciati, le botte prese. E’ come se conoscendoti io abbia trovato il mio posto, le tue labbra e le tue braccia grandi, tutto il nostro amore così grande e noi così piccoli. Dici che io e te ci ameremo sempre come i bambini, che se lo dicono sempre, che si tengono la manina, che non si lasciano. Dici che io e te saremo sempre felici.

Tienimi le mani le sere in cui in centro farà tanto freddo ma noi saremo lì, sempre sulle stesse gradinate, sempre sullo stesso posto, quando non avremo altro da fare che amarci così, e anche se avessimo da fare passerebbe tutto in secondo piano. Tutto viene sempre dopo i tuoi occhi. I nostri sorrisi.

Tienimi nel cuore, siamo per sempre. 

Non vedevo l’ora di essere felice. (non la vedrò neanche mai)

Non c’è mai stato niente di così assurdo come il pomeriggio in cui te ne sei andato. Eravamo appena usciti da scuola, ricordi? No non credo. Io ricordo bene, era il compleanno della mia migliore amica, avevo pianto tutta la mattina, era sabato. Ero in tram, stavo andando a casa sua per la festa. Lo sapevi. Mi guardavi piangere mentre ti tenevi sulle spalle quella troia, e sapevi quanto io fossi gelosa e quanto piangessi sulle spalle dei miei vecchi amici. 
Mi hai scritto: ‘Forse per farti tornare felice è meglio non sentirci più’; dopo un’ora e ottanta messaggi ti ho detto che andava bene. Avrei solamente voluto dirti di tenermi, che sarei sempre stata tua. Lo sono ancora, in un qualche modo.

“Con il bollettino del canone mi ci farò un cannone appena tornerò a casa”

2 Febbraio 2012, 22.10

Ultimamente sono molto affamata. Pensavo di farmi suora, tu che dici? E di aprire un bar in corso San Felice. Con un po’ di rumeni, poi ne ingaggio uno e metto su anche l’angolo kebab, trovo un cinese ed un indiano e faccio l’angolo etnico, e poi trovo una francese e le faccio fare le baguette, e poi trovo un croato che fa il pesce; fanno bene il pesce loro. Solo che dopo tutti questi angoli non ce ne sarà più uno per me e allora penso tornerò in convento, però provvista di pesce, baguette, kebab e cibo etnico, che non ho mai capito bene cosa sia, però mi suona bene.

Cus cus ecco, un po’ di cus cus qua e là non penso guasti, ha un suono così divertente e eccitante.

E poi, eccitata dal cus cus, mi farò il monaco del convento, anche se non so bene se un convento debba avere un monaco.

Poi io me ne andrò lontano lontano, sulle coste del mar Baltico, a giocare con i bambini delle popolazioni locali e a farmi i mariti delle madri di codesti bambini, a cui non dirò mai di essere stata in precedenza suora, poichè ormai avrò smesso di credere a dio.

Io smetto di credere a dio ogni tanto, non penso sia grave; ci sta in tutte le persone un po’ di incertezza. Adesso sono in un momento senza dio, extra nos. Boh non c’ho mai capito un cazzo di Singleton. Però mi piacerebbe tanto scoparmi uno della costa del Mar Baltico; chissà che freddo che deve fare là. Secondo me là lo fanno anche per scaldarsi, magari è un’usanza comune tipica. Una specie di stufetta nei giorni più freddi.

A parte farmi uno del Mar Baltico, uno dei miei sogni ricorrenti e correre dal Papa e chiedergli come faccia ancora lui a credere in un dio qualunque, quando ci sono tutte queste disgrazie al mondo: io ad esempio sono circondata da persone cadute in disgrazia. Una mia compagna di classe ha perso lo zio da poco ed ora vuole farsi tatuare il suo nome sul collo, in ricordo. ma dico, e se morirà altra gente? Facciamo un elenco. L’altra ha paura di scrivere a quello che le piace per paura di non fare la principessina, e vorrei tanto dirle che se vuoi una cosa te ne freghi delle principesse e te la prendi. La mia migliore amica si è comprata un anello da sola. E questo basta per esprimere tutta la tristezza di codesta persona.

E poi, quando saremo grandi, penso partiremo.

Partiremo tu ed io e andremo a incontrare qualcuno di importante e di famoso, e ci baceremo fino all’alba, guardando tutti gli altri rincorrersi per farsi fare un autografo, e noi ci staremo ancora baciando quando tutti se ne andranno a dormire. Ti scoprirò allora molto meglio degli uomini del Mar Baltico, e potrai stringermi e dirmi che sono solo tua. Sappi però che la mattina io ripartirò, ci rivedremo, noi ci siamo sempre ritrovati, alla fine dei capitoli. Tu sei la mia storia.

Cin.

Alle notti isteriche e alle altre mille volte in cui tu dovrai portarmi a letto in braccio perchè le scale della tua camera non le so scendere, alle volte in cui dovrò contare quanto fumi e dirti basta.

Il tuo collo è ancora il mio rifugio preferito, i tuoi ti amo, i tuoi ‘sei felice? è l’unica cosa che mi importa’. Pausa, stop, rewind. Ti guardo negli occhi e mi addormento piano, facciamo che stanotte il mondo se ne sta fuori e tu mi tieni stretta stretta, non mi fai scappare, non mi fai pensare, promettilo.

Tutte le volte in cui volevo lasciarti per non farti male e tu non mi lasciavi. Sei stato forte per entrambi, grazie.

E adesso se fossi una grande scrittrice o una bella persona ti direi che ti amo e metterei insieme una bella frase che ti ricorderesti sempre, ma non sono nè una nè l’altra. E non ti dico neanche che ti amo perchè ho paura, lo sai, un po’ di tutto.

Ma brindiamo e giù più veloci possibili tutto quello che è rimasto nel bicchiere, cin a noi, anche nel 2012. ‘Ti amo, per tutto quest’anno e anche quello dopo’. Cin, tanti auguri, amore mio.

Attento alle promesse, mi mancherai per sempre.

Reblogged from coqbaroque
Non ho segreti, ho solo cose che non capiresti. (via coqbaroque)

Scrivimi sempre.

Scrivimi che anche quando sei lontano mi fa sentire che ci sei, non mi servono grandi parole o frasi da poeti, scrivimi quanti anni hai adesso e di quanti centimetri ti sono cresciuti i capelli, dei pigmenti verdi fra i tuoi occhi, le tue ciglia lunghe lunghe e il tuo mascara spezzettato. E fra Cina diversa e America stereotipata tu scrivimi, in aereo per scappare ad Amsterdam per ammazzarsi di canne come sai fare così bene. Scrivimi fra Las Vegas e la tua solitudine in un hotel, scrivimi dei tuoi mille viaggi e dell’unico che vorresti fare ma ti manca il coraggio. Scrivimi che vuoi tornare a casa, che vuoi tornare da me.

Ma tu ricordati di me.

Mi sembra di essere così piccola, mi sento così insicura alle volte, e allora permettimi di starti dentro, di infilarmi tra un tuo pensiero smosso e sotto le tue coperte, tienimi quando vorrei tanto andarmene, sappiamo bene tutti e due che me ne pentirei quasi subito.

Tu ricordati di me quando fuori piove e non sono lì con te a guardare fuori e poi a ignorare beatamente tutto quello che esiste fuori dai tuoi occhi, tanto a me non serve nient’altro.

Fa freddo e la nutella è finita, ho perso i cartoni animati oggi pomeriggio e i cereali non sanno abbastanza di cioccolata. Che mondo triste e spento, diresti tu.

Ricordati di me quando finisci le caramelle e non hai nessuno con cui andarle a comprare, quando guardi Barbara D’Urso e non hai nessuno con cui insultarla di brutto, come piace a te.

Ricordati di me quando è Natale e non hai nel cuore le luci scintillanti dei mie occhi davanti a tutte quelle decorazioni e la città innevata, le bancarelle e le mie mani calde intorno ad una tazza di cioccolata. Ma che dico, saranno sempre nel tuo cuore, ci sarò sempre io.

Ricordati di me e dei miei messaggi chilometrici alle undici dopo le tue buonanotti e i tuoi ti amo, dopo tutte le cose che io non ho mai saputo ricambiarti, le mie scuse e le mie colpe.

Ricordati di me e ricordati di noi, dei sogni a braccia aperte quasi a voler volare, nessuno ci ha mai insegnato, impararemo insieme forse un giorno. Impareremo insieme un giorno, te lo prometto.

Vuoi una conclusione? Un qualcosa di perfetto e formidabile che sfiori la poesia? Non ne sono capace, non lo son mai stata.

Sei la mia idea di felicità, non so se hai presente. 

“Io ti amo, ma tu non sei di nessuno”

” E’ come quando ti accarezzo piano i capelli, e so quanto ti piace e nello stesso tempo quanto ti dà fastidio,

ma so che sono io e di me ti fidi, io posso accarezzarti ovunque e tu non tremi, io posso tenerti stretta in mezzo ad un sacco di gente, quando hai paura, quando non ti senti all’altezza di niente, quando credi che le persone ti guardino dall’alto in basso e pensino che tu sia niente. Tu non lo sai cosa sei, non sai che tutti quelli che ti guardano vedono quella che loro non potranno mai essere, quella che loro non potranno mai avere. E mi sento così importante quando ti tengo tra le braccia, mi fai sentire così felice.

E’ come quando all’inizio avevi paura di restare sola con me, quando non sapevi cosa dire, ti tenevi le mani e giocavi con le unghie. Quando hai iniziato a guardarmi negli occhi, credimi io la tua prima occhiata non la dimenticherò mai. Sei una forza della natura, sei bellissima.

E’ come quando ti accarezzo piano i capelli e, capello per capello, riconosco in te tutto quello che mi manca, tutto quello di cui ho bisogno. Sei la mia forza bambina, hai il coraggio negli occhi insieme al mio sorriso.

Farei l’idiota tutte le sere per farti ridere, per sentirti felice, per vederti corrermi incontro, ti prendo io.

E’ come quando ti accarezzo piano i capelli, e ad ogni capello mi accorgo di quanto sono diverso quando arrivo all’ultimo. Mi accorgo di quanto sono me stesso con me, e tutto questo fa paura sai, tutto questo mi fa star bene.”

E’ sempre troppo tardi o troppo presto per lasciarsi tutto alle spalle.